Select sbarca a Grotta Fantasy! Domenica 7 giugno RadioAnimati sarà protagonista della prima edizione di Grotta Fantasy, l’evento dedicato al mondo dei cartoni animati, dei fumetti e della fantasia che animerà il centro storico di Grottazzolina (Fermo).
Per l’occasione, Select andrà in onda con una puntata speciale dal vivo a partire dalle ore 10:00, direttamente dalla manifestazione. Un appuntamento imperdibile per tutti gli ascoltatori di RadioAnimati, che potranno vivere la trasmissione in un’atmosfera unica, tra cosplay, fumettisti, doppiatori, artisti e tantissime attività dedicate alla cultura pop e all’animazione.
A Grotta Fantasy, Select non cambia le sue regole: saranno sempre gli ascoltatori a scegliere la colonna sonora della mattinata. Dalle 10:00 arriveranno richieste e dediche da tutta Italia, ma anche direttamente dal pubblico presente a Grottazzolina, che potrà partecipare dal vivo alla trasmissione.
Se siete nelle Marche, passate a trovarci. Se siete lontani, seguiteci in diretta: domenica 7 giugno dalle 10:00 c’è Select Speciale Live da Grotta Fantasy! Vi aspettiamo per una mattinata di musica, divertimento ed un mondo di Sigle TV!
Ci sono persone che entrano nella tua vita e la cambiano per sempre. Che ti regalano qualcosa di così prezioso da non poter essere misurato. Per noi di RadioAnimati, Luigi Lopez era una di queste persone. Un vincitore di Sanremo, certo. Un compositore di fama internazionale, certamente. Ma anche e soprattutto un amico, uno di quegli artisti che credeva davvero in quello che facciamo, al punto da regalarci, insieme a Stefano Bersola, Loriana Lana e Pietro Ubaldi, una canzone scritta apposta per noi: RadioAnimati per sognare.
Il 6 maggio 2025 Luigi ci ha lasciati. E mercoledì prossimo, a un anno esatto da quel giorno, Civita Castellana, la città che lui amava, la terra di Tuscia che aveva scelto come luogo del cuore, lo ricorda con l’inaugurazione di una mostra itinerante che è un abbraccio collettivo: “Omaggio a Pinocchio: il burattino di Carlo Collodi, il film di Luigi Comencini e la musica di Luigi Lopez in un viaggio da favola in terra di Tuscia”.
Il burattino che li unisce tutti
Parlare di Luigi Lopez senza parlare di Pinocchio è praticamente impossibile. Quella sigla, Pinocchio, perché no?, è una di quelle cose che non si spiegano: si sentono. Firmata da Luigi insieme a Vistarini e Argante, cantata da lui stesso con i figli di Franco Migliacci, è entrata nell’immaginario collettivo di intere generazioni con una naturalezza disarmante. Oltre un milione di copie vendute nel 1980 per il cartone animato Le nuove avventure di Pinocchio. Numeri che oggi farebbero girare la testa a chiunque, ma che per Luigi erano solo la conferma di quello che sapeva fare meglio: scrivere musica che arriva dritta al cuore.
Non è un caso, quindi, che la mostra sia un omaggio a tre giganti legati dallo stesso filo, letteralmente i fili del burattino di legno. Carlo Collodi, il creatore, di cui quest’anno ricorre il bicentenario della nascita. Luigi Comencini, che nel 1972 girò nel borgo di Farnese lo sceneggiato RAI più amato della storia della televisione italiana, con Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, il piccolo Andrea Balestri e Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nei panni indimenticabili del Gatto e della Volpe. E poi lui, Luigi Lopez, che a quella magia diede una voce e una melodia.
Una mostra nata dall’amore
A volerla con forza sono stati il figlio Riccardo, fotografo e musicista, degno erede del padre, e la compagna Maria Rita Parroccini, giornalista e autrice che ha condiviso con lui gli ultimi anni. Insieme a loro, l’associazione Il Borgo di Pinocchio di Farnese e il Portale d’Arte di Civita Castellana.
L’esposizione si sviluppa su tre piani della galleria e mescola la carriera artistica internazionale di Luigi, le collaborazioni con Mina, Ornella Vanoni, Patty Pravo, Mia Martini, Sylvie Vartan, Amanda Lear, Gilbert Bécaud e decine di altri artisti, con fotografie di scena, materiali d’epoca, documenti, memorabilia e testimonianze legate alla realizzazione de Le avventure di Pinocchio. Un percorso immersivo che è anche un viaggio nella storia della musica e della televisione italiana.
E come ogni buona mostra itinerante, si arricchirà tappa dopo tappa: ad ogni nuovo paese della Tuscia che la ospiterà, verrà aggiunto nuovo materiale. Un racconto che continua a muoversi, proprio come avrebbe voluto lui.
Dove e quando
L’inaugurazione è mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 18:00 presso la galleria del Portale d’Arte, in via Vinciolino 7 a Civita Castellana (Viterbo). La mostra resterà aperta fino a domenica 10 maggio, con ingresso libero. Orari: 10:00/12:30 e 16:30/19:30
Per chi è nella zona, non c’è motivo per non andarci. Per chi non ci può arrivare, sappiate che noi ci saremo con il cuore.
Grazie, Luigi. Per le sigle, per la musica, per la lettera scritta a mano. Per tutto.
La ARC per fortuna non ci delude mai, ed eccola pronta a pubblicare altri provini inediti di sigle TV anni ’80.
I provini inediti di Jimmy Tamborrelli
Arrivano infatti su 45 giri quattro provini rimasti nel cassetto per 45 anni. Due colpirono nel segno diventando poi sigle, altri due sono invece una scoperta assoluta… ma in comune hanno tutti la firma di Aldo Jimmy Tamborrelli. E con la sua, quelle di Douglas Meakin e Mauro Goldsand. Cosa volete di più?
Blue Noah e Toriton
Il primo 45 giri è dedicato alle serie animate giapponesi Blue Noah mare spaziale e Toriton. Contiene i provini originali delle mitiche sigle di Douglas Meakin andate poi in onda nel 1981.
In entrambi i casi si tratta di versioni demo, ancora prive dei testi italiani di Franco Migliacci e Lucio Macchiarella. Possiamo così scoprire i testi in un inglese più o meno finto con cui nacquero le due sigle!
Il primo provino è cantato da Douglas Meakin, mentre il secondo è cantato da Jimmy Tamborrelli.
Douglas Meakin – Blue Noah (A. Tamborrelli – D. Meakin), provino della sigla omonima dei Superobots
Jimmy Tamborrelli – Toriton (A. Tamborrelli), provino della sigla omonima dei Rocking Horse
Il vinile è stampato in sole 100 copie da collezione. Stile RCA per la copertina e le etichette, come piace a noi collezionisti!
Ora Zero e dintorni
Il secondo 45 giri è dedicato alla serie fantascientifica italiana Ora Zero e dintorni.
La serie, prodotta nel 1980 e pubblicizzata con lo slogan “tredici storie dal vostro futuro”, è formata da 13 episodi indipendenti fra di loro, ma tutti ambientati dopo le stragi e le distruzioni di una stessa devastante guerra atomica. E’ andata in onda a più riprese su diverse televisioni private, da Quinta Rete a Rete Quattro.
Il disco contiene due provini del 1980 cantati da Jimmy Tamborrelli. La prima canzone si intitola Atomica, è firmata con Mauro Goldsand, ha il testo in italiano, è la più carica, ed facile immaginarla come sigla iniziale. La seconda si intitola Ora Zero, è firmata con Douglas Meakin, è più d’atmosfera, ha il testo in inglese, ed è facile immaginarla come sigle finale.
Come però sappiamo, Luigi Lopez si aggiudicò la sigla iniziale, mentre Gianni Sposito curò le musiche di chiusura, diverse in ogni episodio.
E così le canzoni di Jimmy Tamborrelli sono rimaste a lungo inedite… ma oggi finalmente possiamo scoprirle grazie alla ARC! Così come possiamo giocare a fare ipotesi circa l’interprete cui sarebbero state affidate, se avessero vinto loro… Jimmy Tamborrelli di solito non cantava le versioni definitive delle sue sigle.
Jimmy Tamborrelli – Atomica (A. Tamborrelli – M. Goldsand), provino per la sigla di Ora Zero e dintorni
Jimmy Tamborrelli – Ora Zero (A. Tamborrelli – D. Meakin), provino per la sigla di Ora Zero e dintorni
Il vinile è stampato in sole 100 copie da collezione. Stile RCA per la copertina e le etichette, come piace a noi collezionisti!
Da diversi anni il Festival della Canzone Italiana, noto come Festival di Sanremo, dedica una delle sue serate più attese ai grandi classici della musica italiana e internazionale: la serata delle cover, diventata nel tempo un momento molto atteso dal pubblico della manifestazione.
In questa occasione gli artisti reinterpretano brani celebri, spesso insieme a ospiti speciali, offrendo riletture personali che mettono in luce versatilità e capacità interpretativa. Una scelta azzeccata può rivelarsi strategica e, in alcuni casi, vivere ben oltre il Festival, entrando stabilmente nel repertorio dei cantanti.
È accaduto, ad esempio, a Nek, che pubblicò Se telefonando come secondo singolo dopo Sanremo, trasformandola in un successo discografico. Più recentemente Annalisa ha conquistato pubblico e critica con Sweet Dreams degli Eurythmics, brano poi diventato presenza fissa nei suoi concerti sold-out.
La serata delle cover non è quindi solo un omaggio alla tradizione, ma un passaggio chiave capace di lasciare il segno anche dopo le luci dell’Ariston.
Dopo Goldrake, arriva Occhi di Gatto
Nel 2016 fu il duo degli Zero Assoluto a sorprendere il pubblico scegliendo di portare per la prima volta sul palco dell’Ariston la cover di una sigla di un cartone animato con il grande classico firmato da Luigi Albertelli, Massimo Luca e Vince Tempera ovvero Goldrake.
Esattamente dieci anni dopo, la magia si ripete grazie al gruppo rock tutto al femminile de Le Bambole di Pezza, che non solo eseguiranno Occhi di Gatto, ma avranno con loro anche l’interprete originale ed ovviamente sappiamo bene che stiamo parlando di Cristina D’Avena.
Per entrambe le sigle, pur così diverse tra loro per stile e atmosfera, si può parlare di brani capaci di andare ben oltre la serie d’animazione a cui erano originariamente legati. Con il tempo, infatti, queste canzoni sono riuscite a conquistare uno spazio autonomo nell’immaginario collettivo, trasformandosi a tutti gli effetti in piccoli classici della musica pop italiana. Non sono soltanto colonne sonore dell’infanzia, ma veri e propri fenomeni culturali, capaci di attraversare le generazioni.
Oggi vengono cantate e riconosciute anche da chi non le associa più (o non le ha mai associate) ai pomeriggi trascorsi davanti alla televisione, dimostrando come certe melodie sappiano superare il contesto per cui erano nate e vivere di luce propria
Del resto, su RadioAnimati lo ripetiamo spesso: se la sigla di Heidi, tra le prime grandi sigle di successo televisivo, e Volare (Nel blu dipinto di blu) condividono lo stesso paroliere, il grande Franco Migliacci, non può certo essere un caso.
Un dettaglio che dovrebbe far riflettere chi continua a considerare le sigle e i loro interpreti come espressioni di una presunta “musica di serie B”.
Occhi di Gatto, un successo maturato nel tempo
Il 45 giri della sigla venne pubblicato nel 1985, in concomitanza con l’arrivo sugli schermi italiani dell’omonima serie tratta dal manga scritto e disegnato da Tsukasa Hōjō. Il disco entrò in classifica, ma non ottenne un riscontro eclatante in termini di vendite, fermandosi nelle posizioni basse della hit parade, ben lontano dai risultati raggiunti nello stesso periodo da sigle come Georgie, Kiss Me Licia o L’Incantevole Creamy.
Va detto, però, che Fivelandia 3, la raccolta che incluse per la prima volta la sigla, riuscì invece a entrare con successo nella top 20, compensando in termini di popolarità ciò che il singolo, almeno in parte, non era riuscito a ottenere.
Anche sul fronte dei concerti e delle apparizioni televisive la situazione era diversa rispetto a oggi. Se attualmente non c’è concerto di Cristina D’Avena che non si concluda con Occhi di Gatto, negli anni ’80 la sigla non ebbe praticamente promozione televisiva ed era, sorprendentemente, assente dalle scalette dei live di quel periodo.
L’animo rock nascosto
Per cogliere un vero cambiamento bisogna fare un salto in avanti nel tempo, arrivando a periodi molto più recenti. Il sodalizio artistico tra Cristina D’Avena e i Gem Boy ha infatti segnato una svolta importante: grazie a questa collaborazione, molte sigle hanno acquisito una nuova veste sonora, più energica e versatile. Ed è proprio da qui che anche questo brano inizia una seconda vita, con un arrangiamento decisamente più rock rispetto all’originale.
La consacrazione definitiva arriva nel 2017 con il duetto insieme a Loredana Bertè, inserito nel primo volume di Duets. Un momento chiave che contribuisce a rilanciare ulteriormente la popolarità della sigla, fino a portarla, alla fine del 2021, a diventare la prima sigla di Cristina D’Avena a ottenere il Disco d’Oro nell’era FIMI.
Sebbene con un testo rivisitato, anche la versione realizzata per il FantaSanremo 2025 e la recentissima campagna pubblicitaria per McDonald’s hanno ulteriormente rafforzato, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, la popolarità e l’affetto nei confronti di questo brano e naturalmente della sua interprete.
45 anni di carriera da protagonista della musica italiana
Venerdì, sul palco di Sanremo, si celebreranno non solo la bravura degli autori, Alessandra Valeri Manera e Ninni Carucci, ma anche il talento e il percorso di un’artista come Cristina D’Avena che da oltre 45 anni porta avanti con successo una carriera artistica unica non solo in Italia.
La terza donna, fra le artiste italiane, ad aver avuto più dischi in classifica fra il 1958 ed il 1994 subito dopo Mina ed Ornella Vanoni (fonte: Le Donne in Hit Parade)
E se nell’immagine di questo articolo — che raccoglie le copertine di alcuni brani che saranno cantati nella serata delle cover di Sanremo 2026 — vi sembra ci sia un disco fuori posto, lasciatecelo dire: forse siete un po’ snob